Roma, 9 febbraio 2018 - Dopo una lunga e faticosa negoziazione, è stato firmato il primo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti dei settori dei Pubblici Esercizi, della Ristorazione Collettiva e Commerciale e del Turismo.

Il nuovo contratto è stato firmato per la parte datoriale dai rappresentanti della Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, di Angem, di Legacoop Produzione e Servizi, che rappresentano la quasi totalità delle Imprese del settore. Per la parte sindacale è stato firmato dai rappresentanti di Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL.

Il nuovo CCNL, indipendente e svincolato rispetto ai contratti precedenti, ha un campo di applicazione che interessa oltre un milione di addetti di un settore dove operano più di 300.000 imprese, con un fatturato di oltre 80 miliardi di euro.

Bar, ristoranti, trattorie, pizzerie, pub, mense scolastiche ospedaliere e aziendali, grandi aziende della ristorazione commerciale multi localizzata, imprese della ristorazione collettiva, cooperative della ristorazione, stabilimenti balneari, discoteche, sale giochi, da oggi hanno quindi un nuovo contratto di lavoro di riferimento, autonomo e dedicato solo al settore del fuoricasa italiano.

Aumento in busta paga di €100 a regime, rafforzamento dell’assistenza sanitaria integrativa, durata quadriennale e importanti innovazioni mirate al recupero di produttività costituiscono una base equilibrata dalla quale potremo tutti assieme lavorare congiuntamente per salvaguardare un mercato nell'interesse di tutti i protagonisti,  lavoratori, consumatori e imprese.

“Grazie all’impegno e al senso di responsabilità di tutti i firmatari, dice Lino Enrico Stoppani Presidente Fipe, è stato possibile dare un contratto di riferimento per uno dei settori strategici e di punta del Made in Italy. Siamo certi che le importanti innovazioni previste dal contratto, che garantiranno una maggiore flessibilità operativa, saranno la leva per favorire quel recupero di produttività necessario per sostenere gli investimenti migliorativi e rafforzare lo sviluppo di un settore chiave dell’economia italiana”.

“Siamo soddisfatti del percorso effettuato e del risultato ottenuto”, ha continuato Carlo Scarsciotti, Presidente Angem. “Un Contratto nazionale che rappresenta le peculiarità tipiche delle imprese che operano nel settore della ristorazione, un comparto economico a forte valenza sociale chiamato ad avere in modo crescente un ruolo fondamentale per la vita dei cittadini”.

“La firma del nuovo contratto – dichiara Alberto Armuzzi, responsabile del settore ristorazione e membro del Consiglio di Presidenza di Legacoop Produzione e Servizi - rappresenta un punto di svolta nel riconoscimento di un settore, quello della ristorazione collettiva, dove le cooperative aderenti a Legacoop Produzione e Servizi rappresentano circa il 30% del mercato nel segmento. Avere finalmente un contratto che disciplina questo vasto settore consente alle cooperative di poter operare in un mercato con più regole, migliorare la qualità dei servizi resi alla collettività e avere maggiori tutele per i soci lavoratori".

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In data 23 marzo 2017 si sono incontrate le Parti per l’ennesimo tentativo di giungere alla definizione del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Ristorazione Collettiva ed Organizzata.

Nonostante l’accordo in merito a tutti gli istituti contrattuali non è stata raggiunta l’intesa sul salario.

Le Organizzazione datoriali, pur in un contesto di perdurante difficoltà economica del settore, si sono rese disponibili a riconoscere alle lavoratrici ed ai lavoratori un incremento economico nel biennio 2017-2018 pari a 88€, così come richiesto dalle controparti, ben superiore rispetto all’inflazione registrata e alla media dei rinnovi contrattuali recenti.

Angem, Agci Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, Legacoop Servizi prendono atto con disappunto del mancato accordo, che avrà riflesso negativo sulle lavoratrici e sui lavoratori.

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Milano, 5 febbraio 2016. “Lo sciopero indetto oggi ha registrato un’adesione sicuramente inferiore a quanto previsto dagli Organizzatori. Per il bene delle lavoratrici e i lavoratori della ristorazione collettiva, le Organizzazioni Sindacali tornino al tavolo per definire un contratto di lavoro capace di rispondere, finalmente, alle esigenze del mercato e del settore”.

È quanto dichiara Carlo Scarsciotti, Presidente Angem, l’Associazione nazionale delle Aziende di Ristorazione Collettiva, in occasione dello sciopero indetto oggi da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

Fin dall’avvio delle trattative, Angem ha ascoltato e accolto molte delle richieste delle organizzazioni sindacalima non condivide le istanze che hanno portato allo sciopero odierno e che, se applicate, renderebbero irreversibile una situazione già critica, di fatto peggiorando la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori, oltre allo stato delle aziende.

Le parti datoriali, infatti, non hanno mai sollevato dubbi sulla clausola sociale nei cambi appalto e continuano a garantire ai lavoratori il passaggio dalle aziende uscenti a quelle subentranti, con l’eccezione -così come avviene oggi- delle figure che hanno ruoli di responsabilità.

Così come non sono mai state messe in discussione le 32 ore di ex festività, che rimangono a totale disposizione dei lavoratori, e le ore di Riduzione dell’Orario di Lavoro (ROL). Queste ultime, introdotte con il preciso obiettivo di conciliare le esigenze private con l’attività professionale delle lavoratrici e dei lavoratori, non sono paragonabili ai giorni di ferie né tantomeno a una forma di salario aggiuntivo; per questo, la proposta avanzata da Angem è che, nel caso di non utilizzo, le ROL decadano.

Infine, Angem conferma di avere aperto alla richiesta degli aumenti retributivi.

“Le lavoratrici e i lavoratori del settore sono senza contratto ormai da lungo tempo e comprendiamo la richiesta di un aumento salariale. Richiesta che abbiamo accolto, ma a fronte di un incremento di maggiore flessibilità, come peraltro definita nella riforma del modello contrattuale di Cgil, Cisl e Uil”, aggiunge Scarsciotti “Abbiamo, inoltre, mantenuti invariati buona parte degli istituti contrattuali tra i quali la quattordicesima -eliminata in molti contratti- e gli scatti di anzianità. Ma saremmo irresponsabili a promettere più di quanto a disposizione. Le aziende della Ristorazione Collettiva lavorano quasi esclusivamente attraverso appalti pubblici che oggi vivono una forte contrazione. E i Sindacati, consapevoli inoltre di quanto duramente sia stato colpito il settore della Ristorazione Collettiva dalle ultime spending review, devono dare prova di responsabilità, riconoscendo la situazione in cui oggi il mercato ed il settore versano e accettando le proposte da noi avanzate”, conclude Scarsciotti.

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