“Ci occupiamo di alimentazione da oltre 50 anni e quando si tratta della nutrizione dei bambini siamo i primi a ricercare prodotti di qualità e a preparare i pasti in strutture igienicamente sicure. Ma come si può ottenere tutto questo al costo di 1,65 euro a pasto, meno di un caffè e una brioche?” è quanto dichiara il Presidente Carlo Scarsciotti commentando il bando emesso dalla Giunta Comunale di Firenze relativo alla gestione di 14 centri cottura per la refezione scolastica.

L’offerta economica, si legge nei documenti di gara (https://affidamenti.comune.fi.it/node/4430), prevede un ribasso - a pena di esclusione - del prezzo base unitario di 3,29 euro (al netto di IVA) e il capitolato indica che il costo della mano d’opera sia pari a 1,64 euro a pasto. Se ne deduce, quindi, che rimangano disponibili solo 1,65 euro a pasto per il costo delle materie prime e la preparazione dei pasti.

Nella cifra considerata nel bando rientrano, tra l’altro, l’acquisto di quantità maggiori di derrate alimentari, l’acquisto di prodotti da filiera controllata, la previsione di utilizzo di prodotti per pulizia conformi ai Criteri ambientali minimi, l’utilizzo di tipologia e contenitori per i pasti suddivisi per utenza (alunni, insegnati, personale non docente, ecc.) e per singolo refettorio, oltre che l’inserimento di oneri e attività estranee al servizio di ristorazione - ad esempio la manutenzione del verde, il rifacimento di intonaci esterni, recinzioni e cancellate -  e il cui impatto economico incrementale dovrebbe sempre rientrare nei 1,65 euro .

“Bandi di gara come quello del Comune di Firenze mettono seriamente a rischio la qualità dei pasti dei bambini. Abbiamo fatto un esposto all’ANAC ma chiediamo con urgenza al Sindaco Nardella di rivedere i criteri dell’appalto”, conclude Scarsciotti.

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Milano, 21 giugno 2016. “La nutrizione e la sicurezza alimentare di bambini e adolescenti è una priorità delle aziende della ristorazione collettiva. Esprimiamo quindi soddisfazione per le ispezioni dei Nas che, insieme a quelle che le aziende quotidianamente eseguono all’interno delle strutture in cui operano e nei confronti di dipendenti e fornitori, sono importanti e utili a monitorare il settore della ristorazione scolastica”. E’ quanto commenta Carlo Scarsciotti, Presidente dell’Osservatorio sulla Ristorazione Collettiva e Nutrizione (ORICON) il giorno dopo la presentazione del Rapporto dei Carabinieri del Comando per la
Salute.

“Condividiamo inoltre quanto affermato dal Ministro della Salute Lorenzin che non si tratta di dati allarmanti ma, al fine di comprendere le cause e intervenire sulle problematiche emerse, è importante ora che le Istituzioni facciano chiarezza sui risultati emersi”, continua Scarsciotti.

È necessario comprendere, ad esempio, quali tra le scuole ispezionate e risultate non conformi gestiscano il servizio di mensa autonomamente o lo abbiano appaltato a ditte esterne. E soprattutto, al momento dell’affidamento, quali sono stati criteri per l’individuazione di tali ditte.

“Quando si tratta di salute e nutrizione, il criterio del massimo ribasso come principio cardine per l’attribuzione dei servizi è sicuramente inopportuno. Ci siamo battuti perché il codice degli appalti recentemente approvato rendesse obbligatorio, per i servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa basata sul miglior rapporto qualità/prezzo. È ora compito delle Stazioni appaltanti seguire le indicazioni contenute nel nuovo regolamento, redigendo bandi di gara trasparenti e imparziali, ed essere in prima linea nel verificare che vengano rispettati dalle imprese che si aggiudicano l’appalto. Solo in questo modo si potrà garantire che il servizio di ristorazione non sia assegnato ad operatori marginali o incompetenti, ma ad aziende con comprovata reputazione e che siano effettivamente in grado di garantire elevati livelli di qualità e sicurezza alimentare”, conclude Scarsciotti.

 

 

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